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         Un taccuino su cui annotare appunti e pensieri di Viaggio... Sottocoperta, a lume di candela o nel caos di un Internet cafè

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sguardi alterni


venerdì, 04 febbraio 2005
Un po' di deriva non ha mai fatto male a nessuno...


In questi ultimi tempi ho postato molto di rado…
C’ho pensato un po’, ma senza troppe spiegazioni, decido di chiudere i battenti.  Fermarmi qua e non scendere più sottocoperta.

Aspettando che cambi il vento e si rigonfino le vele, dedico questo post all’ultimo ostaggio di quella ingiusta guerra, che da due anni torna e ritorna tra i commenti dei marinai che navigano da queste parti: Giuliana Sgrena, ilManifesto.


: : per chi soffrisse di nostalgia [musicfestblog] : :




mercoledì, 02 febbraio 2005
Here comes the Sun

 Un sole deciso e per niente stanco sta finalmente sciogliendo gli strati di neve accumulatisi sugli alberi, lungo le strade, sopra i tetti delle case. L’emergenza sembra finita e lo stato di calamità naturale dichiarato sventato.
Resto chiusa in casa ancora per un po’, approfittando di altre finestre, digitali, per guardare cosa sta accadendo nel mondo e le elezioni in Iraq sono le prime pagine su cui mi soffermo. Un articlo dell’Unesco mi incuriosisce e clicco.
E lascio che gli altri pensieri scivolino su di me, come la neve che impercettibile si scioglie e scivola via, ormai acqua, lungo il bordo delle strade. Come se il mio sguardo fosse assente, la mia mente sospesa ed io inerte. C’è qualcosa che non và. Qualche nuvola. Nostalgie.

: : here comes the sun (beatles) : :
[copy&paste: www.angelfire.com/la3/jonsmp3s7/HereComesTheSun.mp3]




venerdì, 28 gennaio 2005
Lieve suo candor

Continua a nevicare. Come se non bastassero i quaranta centimetri accumulatesi negli ultimi tre giorni, questa notte è ricominciata a scendere neve dal cielo. Come ogni cosa, anche lei perde di bellezza nell’eccesso. Lo spettacolo che aveva creato ieri, lungo le strade, nelle campagne, lungo i profili degli alberi, era stupendo.
Quando scende la neve e blocca le strade, ferma le industrie, chiude le scuole, inevitabilmente crea disagi e stanca, non diverte più. snow colors
Eppure, nonostante ciò, credo faccia star bene. Ci pone in situazioni in cui aiutare e chiedere aiuto, in cui guardarci in faccia chiusi-"costretti" nel tepore delle nostre case, in cui dover fare due passi per andare a far la spesa nel negozietto sotto casa, divorare libri, ascoltare musica, aspettare.
Non so se è il vizio di cercare il lato buono delle cose, ma, seppur circondata da distese imbiancate, distante da qualsiasi negozietto sotto casa in cui fare la spesa, con qualche dolorino alla schiena per aver spalato neve da un marciapiede già nuovamente ricoperto di neve e che mi aspetta per una nuova “spolverata”, con qualche sentore di nostalgia verso le persone che non vedo da alcuni giorni, rimango a guardare le auto che a rilento si muovono lungo la strada e la neve che lenta e quasi inesorabilmente scende, senza sosta, sopra le nostre teste. E mi basta per essere.




sabato, 08 gennaio 2005
Come formiche al sole

Ritorno sottocoperta, dopo quasi tre settimane di lontananza e disintossicazione dal digitale, anche se poi non è andata proprio così...
Babbo Natale ha fatto il suo lavoro e questo ha dato una zampata di vita nuova alla mia convivenza tecnologica.
Nel frattempo sono successe tantissime cose, tra cui la disastrosa onda anomala che ha devastato un angolo di pianeta poverissimo eppur paradisiaco, fortemente turistico per quanto a tratti incontaminato.
Sin dal primo momento ho guardato quelle immagini con le lacrime nel cuore.
Ho pensato più volte di portare le mie condoglianze e i miei buoni auspici sottocoperta, esternarli facendoli comparire nero su bianco on the web.
Non ho trovato le parole per farlo. E' incredibile come quelle immagini, quelle onde, ci abbiano tolto il fiato e resi consapevoli della nostra impotenza dinnanzi alla natura, di quanto siamo esseri microscopici in confronto alle grandi dimensioni con cui si misura l'intero pianeta, l'universo.
Cosa siamo noi? Piccole formichene che corrono oporese, che si incontrano, si accoppiano, litigano...
Avete mai guardato un formicaio?
Sin da bambina ho sempre pensato che quello che per noi è la Terra, per loro non è altro che quel piccolo foglio di orto in cui le guardavo inseguirsi, i loro tunnel sotterranei le nostre autostrade, i cumuli di terra i nostri grattaceli.
Bastava che un vaso si rovessciasse vicino ad un formicaio che tunnel, grattaceli e uffici, si sgretolassero sotto quel fluire fangoso.
Da bambina ero convinta che queste cose a noi umani non potessero accadere, che possiamo assomigliare alle formiche ma noi siamo più forti.
Ed invece la natura è uguale con tutti i suoi esseri: buona, docile, generosa eppur violenta e pericolosa con i tanti animali che lei stessa ha generato. Essere umano compreso.
Vorrei scrivere mille altre emozioni che nascono da quelle immagini ogni giorno scorrono dentro ai tg, ma non credo sia il caso di aggiungere altro a quanto già si dice.
Nel mio cuore non mi resta che augurare un 2005 migliore a quanti sono rimasti vittima dello tsunami. E insieme a questi, anche a tutti coloro di cui nessuno parla mai e che ogni giorno restano vittime di altri fenomeni altrettanto "anomali", sia che si chiamino aids, guerra, albania o iraq, ...spesso perché fenomeni volutamente isolvibili.
Buon anno!

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